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giovedì 7 marzo 2013

Be Honest (and the world will still carry on rip you off)

Rigorosamente, quasi quattro mesi senza scrivere nel blog.
Ma pazienza (almeno dal mio punto di vista - siete liberi di controbattere)

Di fronte all'onestà di qualcuno, il mondo pare incattivirsi d'istinto. O anche davanti all'intenzionale onestà, ai tentativi per sembrare il più sinceri possibili nonostante nel profondo si abbia il terrore delle conseguenze di un atto rivelatore.
Sì, mò mi ripiglio e mi spiego, tranquilli.

Image by Veronica
Partiamo dal concetto che gli esseri umani sono egoisti da un lato e profondamente autolesionisti dall'altro. Spesso queste due cose vanno a braccetto, checchè se ne dica nei libri d'alta filosofia aulicante.

Mi pare piuttosto ovvio che, se l'attenzione di una persona è concentrata prevalentemente su sé stessa, la maggior parte degli atti di sfogo avvenga nella propria sfera personale. Ciò può includere le persone a stretto contatto con l'interessato/a, ma può anche semplicemente limitarsi al proprio io.
Quindi, rabbia, frustrazione, sentimenti derivati da psicosi varie ed eventuali, delusioni eccetera finiscono per opprimere l'Egoista, che evidentemente se le è meritate.
Esempio pratico (riguardante memedesima, non prendo altri): A differenza delle scorse esperienze, la sottoscritta si sta incazzando con sè stessa e con un particolare soggetto che ha stimolato il mio interesse, senza esprimere granchè a voce alta (se non con pochi eletti a cui va tutta la mia solidarietà e comprensione per l'impresa di sopportazione). Ovviamente, tutta la questione ha caratteristiche di un'egoisticità fuori dal comune, che rasenta la paranoia. Ma essendo che non mi va di esteriorizzare il tutto, mi trovo con una situazione stile guerra-dei-cent'anni tra la parte razionale e quella emozionale del mio cervello, che si trasforma più in una schizofrenia dell'unico neurone rimasto. Il tutto sommato a una serie di altre condizioni che nell'ultima settimana mi hanno mandato a male (stupide alleanze di guerra).
Non sono sicura che l'esempio sia proprio chiaro. By the way...
Spero di aver reso l'idea. In questi casi, l'Egoista ha poche opzioni per cercare una tregua in sè stesso e piantarla con le paranoie:
  1. Farsi curare (da uno molto, molto, molto bravo)
  2. Cercare una clinica che abbia a disposizione delle avanzatissime tecniche di rimozione selettiva della memoria
  3. Trovare qualche altro interesse che sia fonte di rilassamento Zen
  4. Essere onesto una volta per tutte
Escludiamo la seconda, che a parer mio sarà anche stràfica, ma risulta inquietante oltre che poco applicabile.
Se si hanno a disposizione buoni fondi monetari, il primo punto può risultare interessante. Ma siamo in tempo di crisi, quindi nope, non va bene neanche quello.
La terza proposta è allettante, anche se potrebbe condurre a una ricerca sfrenata e altamente stressante di un'alternativa - sono i rischi del mestiere.

Quindi, l'ultima, l'Onestà.
'Na cavolata. Certo, come no.
Andate in giro a sbandierare tutto ciò che vi passa per la mente, Egoistelli belli miei cari. Vedrete come vi rinchiudono di corsa.
Magari non vi internano in un Centro di Igiene Mentale. Ma i rischi sono esponenzialmente più alti in questo caso che nei sovrascritti. Includono buone dosi di coraggio, di self-confidence, di capacità comunicative... di doti nelle quali, insomma, l'Egoista è profondamente carente.

Vogliamo poi discutere dell'utilità dell'essere onesti?
L'Onestà è una virtù che ha valenza solo se anche il contesto in cui si è inseriti è altrettanto schietto e onesto, cosa della quale difficilmente si può essere a conoscenza.
Motivo per cui, l'essere Onesti difficilmente paga. Certo, fa avere molti meno rimorsi di coscienza, ma è più facile che la situazione peggiori, invece di migliorare.
Ragioniamo secondo la Teoria dei Giochi (oh, quanto la amo). Avete mai sentito parlare del "Dilemma del Prigioniero"? Io non ne conosco la dimostrazione scientifica, dato che ho sempre detestato le dimostrazioni (e vengo da uno scientifico, ollalà), né gli aspetti tecnici; però ne riconosco il funzionamento e la logica. La logica è una bella cosa.
Dunque: poniamo di avere il nostro caro Egoista da una parte e la Comunità dall'altra. L'Egoista ha due scelte davanti, ovvero l'Essere Onesto e il Non Essere Onesto. Le stesse scelte può averle la Comunità in cui lui è inserito.
Le possibili situazioni che si possono venire a creare sono quattro:
  1. Sia l'Egoista che la Comunità decidono di Essere Onesti
  2. L'Egoista sceglie di Essere Onesto, la Comunità no
  3. L'Egoista sceglie di Non Essere Onesto, la Comunità
  4. Sia l'Egoista che la Comunità decidono di Non Essere Onesti
Semplici semplici, no? A questo punto, vediamo che conseguenze possono esserci per il nostro Individuo.
Considerando che 5 è l'investimento di rischio che può fare l'Individuo decidendo di essere onesto e che 10 è il beneficio massimo legato all'Onestà, si hanno le seguenti casistiche:
  • Nel primo caso, è molto probabile che l'Individuo tragga il massimo dei benefici dati dall'Onestà bi-parte (+10)
  • Nel secondo caso, invece, essendo che l'unico ad essere Onesto è l'Egoista, questi trae l'esatto opposto del beneficio massimo, quindi ha da perderci tanto quanto ha rischiato (-5)
  • Nel terzo caso, l'Egoista non si espone e, di fronte all'Onestà della Comunità, ne trae un beneficio parziale, che ovviamente non è quello massimo, poiché si esclude il valore del rischio che non è mai stato corso, ma è comunque un fattore positivo (+5)
  • Nel quarto caso, nessuno dei due elementi si espone, quindi non c'è nè beneficio, nè perdita per alcuno - sostanzialmente ognuno nel suo (0)
Un Individuo razionale è più propenso ad evitare quanto più possibile i rischi. Quindi, per lo schema sopra esposto, è molto più probabile che il nostro Egoista preferisca non azzardare per l'Onestà, mantenendosi per il Non Essere Onesto. Se gli va bene, ha un minimo guadagno, altrimenti non ha perso nulla.
Nessuno vorrebbe rimetterci, in simili occasioni, dopotutto.
E anche se non è scientificamente provato, è frequente che la Comunità non sostenga affatto l'Onestà del singolo, andando a suo discapito (che discorsoni).
Quindi, essere Onesti è sconveniente.

Bella storia, eh? Bello sapere che la Sincerità può costar cara nella maggior parte dei casi. Ma un Egoista con pochi problemi di coscienza può passar sopra a questo, è l'attore più oculato.
Chi si espone spesso "paga doppio" e ci ripensa due volte, all'occasione successiva, prima di farsi avanti. Ragion per cui anche i più idealisti finiscono per ammosciarsi, di fronte a questo Mondo che ha dell'infido.

Sì, ho finito. E no, non ho ulteriori spiegazioni per giustificare quanto sopra scritto.
Da che parte mi trovo io?
Ma dalla mia, ovviamente.
P.S.: Siamo a 1000 visite sfondate. ありがとう~!(a.k.a. thanks ♥)

mercoledì 12 settembre 2012

Fratture

Quando ci riferiamo alle relazioni umane, spesso la terminologia medica torna utile.
Chiariamoci, io l'ho sempre detestata. Ciò non esclude che io possa apprezzare chi riesce ad averci a che fare; diciamo solo che esiste un'incompatibilità latente tra me e l'anatomia umana.
In ogni caso, è palese che determinate espressioni derivate dalla medicina siano nel linguaggio di tutti i giorni, anche perché ci sono continui parallelismi soprattutto tra le menomazioni della società e quelle dell'uomo - che sia il termine più corretto, poi?

Ad esempio, "influenza" è una parola valida sia per il ben noto virus invernale, sia per l'effetto contagioso di una cosa su un'altra. Ecco, nella mia frase emerge pure "contagio".
Quindi, non c'è da stupirsi che "frattura" venga usato non solo quando un osso va a rompersi, per i più svariati motivi - da una caduta in sessione d'allenamento a una carica di fan accaniti dell'ultimo idolo adolescenziale. Esiste anche come rottura di un qualche solido, oppure nella separazione di un dittongo - detta anche "frangimento", in tal caso (vi prego, fermatemi prima che continui).

image by Jrtippins
Se devo essere onesta, nessuna di queste interpretazioni - difetto da linguista incluso - ha a che fare con la prima cosa su cui si concentra la mia testa se penso alla parola frattura.
Subentra la mia concezione psicologica umana, in questo caso. Se dico "frattura", penso a quando una persona è danneggiata, dal di dentro; mi viene in mente il rumore che un'ipotetica lampadina nella nostra testa, sottoposta a una carica troppo forte di energia, possa produrre in uno scoppio. Focalizzo la dimensione emotiva di una rottura, definitiva o meno, in un rapporto tra due o più persone.
Non sempre ne individuo la causa. Innanzitutto, perché è difficilmente chiaro da dove sia partita la crepa decisiva che inizia a far crollare in pezzi la struttura. In secondo luogo, perché a un certo punto scatta un meccanismo automatico di difesa - soprattutto se la frattura mi coinvolge personalmente - grazie al quale prendo a ignorare la situazione.

Ovviamente, fa parte dell'incostanza umana arrivare a troncare certe relazioni, sia con un atto volontario che anche no. Se parliamo d'essere scostanti, isso la mia bandiera, giusto per far notare quanto sia il mio campo d'azione - o meglio, più che altro di non azione. Vengono a mancare la voglia di fare, la forza di mantenere e curare le cose/persone incluse nella nostra sfera e, ultima ma non meno importante, il senso del portare avanti certi legami di fronte ad apparenti ostacoli fastidiosi.
Di certo, è una cosa meschina. Ma non lo è anche, forse, finire a un certo punto col domandarsi: "Perché frequento ancora questa persona, se a stento riesco ad ascoltare ciò che dice e a malapena ci parliamo?"

Trovandomi nella situazione di non poter più raggiungere una persona come vorrei, perlopiù sentendomi messa volutamente in disparte di fronte ad altri, l'istinto mi dice di ritirarmi. Faccio di tutto per tornare nel mio bozzolo, attendendo qualche rapporto più sano. Di certo, non è un processo facile, ma di fronte a fratture palesi e difficilmente sanabili è la cosa migliore da ambo i lati.
La parte più complessa del tutto è convincere il mio io emozionale in proposito, senza mandarlo a male.

Mi sembra di essere sempre più cinica.
Posso affermare con abbastanza sicurezza, tuttavia, che la responsabilità non è solo mia. In gran parte, certo, lo è. Ma una grossa porzione va mandata a certi individui di mia conoscenza.
Spero solo se la godano senza tante storie.

giovedì 17 novembre 2011

Essere Impegnato = Trofeo Ambito. Single = Dimenticato Da Dio??

{Posted on 20/09/09 at http://myworldmylife.splinder.com/ }


Mi è capitato non poche volte di sentir discutere a proposito dell'attrattiva uomo-donna (o uomo-uomo e donna-donna, non se n'è esuli mica!); il più delle discussioni verte sulle problematiche personali, ma spesso emerge anche questa domanda: Perchè mai quando sei libero più dell'aria non ti fila nessuno, mentre una volta impegnato c'è lo stuolo di ammiratori?"

Non tutti me la mettono sempre allo stesso modo, ma la sostanza è questa. A riguardo ho formulato qualche teoria.
Pare difatti che, una volta impegnati, si attivi una specie di reazione uguale e contraria (evidentemente seguirà il principio del caro Newton), automatica nell'altro sesso per cui tu diventi la nuova coppa-trofeo da conquistare. O comunque qualcosa di molto più ambito rispetto alla tua precedente condizione zitellare/scapolare.
Semplice gelosia o invidia, frutto di una precedente infatuazione?? Non direi sempre. Anche se di sicuro si va incontro a quella del malcapitato partner del nostro obiettivo!
Analizziamo la cosa: Nella comune logica, se qualcuno è impegnato, lo si osserva con parsimonia, cercando di non incappare nell'ira del compagno, di contenere gli ormoni, anche se sperando magari in una futura rivalsa, quantomeno dal punto di vista femminile. Talora si sfrutta, anche con un'ottima probabilità di successo, il metodo "Chiodo scaccia Chiodo". Salvo nel caso non troppo raro di coloro che non mollano mai, o che sono rinomatamente di "facili costumi"; lì si può dire che si rientri nella successiva eventualità.
Difatti, l'altro caso è quello che si sviluppa presso gli antri bacati della testolina di determinati concorrenti a questo gioco, perlopiù di sesso maschile: Se riesci a far mollare il compagno del trofeo, ottenendolo a tuo favore, sei un figo; la terra di proprietà straniera è sempre e comunque il meglio (a meno che non si abbia già un proprio territorio; salvo le eccezioni dei cosiddetti "stronzi", una relazione dura più del tempo di vedere una persona più appetibile dell'attuale e figurarsela come propria partner).
I single non hanno tutta questa esorbitante attrattiva; dev'essere circa come la differenza tra il vincere la coppa italia (non campionato, proprio coppa) e diventare campioni del mondo, tanto per adottare un termine di paragone comprensibile ai comuni mortali (nella fattispecie, i mascolini tifosi calcistici).
Abbandonando la vena femminista, i single dal punto di vista del "gentil sesso" (che poi quanto gentil ancora sia non ne ho idea) riscontrano comunque un minor successo rispetto ai simili felicemente (???) accoppiati; quante volte non vi è capitato di dire "I migliori son sempre impegnati", "Magari avessi la fortuna di Lei!", "Non lo merita!" eccetera eccetera, da brave viperine?? Anche io l'ho fatto, quindi non raccontatemi la storia dell'orso con le vostre scusanti o altri espedienti.
E nel frattempo, il nostro caro, aitante vicino di casa, che di tanto in tanto va fuori con gli amici, non ha una relazione da secoli perchè crede di doverla far durare più di un mese in quanto condizione importante, ha un fisico discreto, difetti e pregi come un comune essere umano.. Rimane nel cassettino chiamato "dimenticatoio".

Non che la condizione psicologica per chi è nell'opposta situazione sia più facile: voglio vedervi, voi, a gestire lo stuolo di persone che vi fa il filo.
Dicono che l'attrattiva sia dovuta ad un fattore perlopiù chimico, dovuto a naturali leggi di attrazione fisica, o quantomeno così ho sentito. Chissà se è così.

Non dico che i migliori siano quelli liberi, ancora da scovare in qualche angolo remoto del pianeta nella loro infinita perfezione (orrenda, orrenda bugia, la perfezione), anzi. A volte son anche peggio.
Solo, tutto questo papiro qua sopra è una mia constatazione. Di sicuro, in svariati casi c'è quel bastardo di Cupido in mezzo, no? XD Eh, l'attrazione, nonchè l'amore, ci procura discreti guai, da che mondo è mondo!
Attendo repliche, se vi garba! Commenti, critiche o che. Sempre che siate riusciti a seguire il filo discretamente contorto dei miei ragionamenti e delle mie espressioni scritte di getto.
Ditemi la vostra.

Selah!

PS: In ogni caso, manderei una lettera di lamentele, se non una petizione, al caro scoccatore di dardi d'amore: che vada dall'oculista, una buona volta, che siam stufi dei casini che ci crea -.-'